
“Chiediti se sono felice”, non ce lo chiedete mai.
Come si sentono i ragazzi oggi? Quanto sono felici? Noisiamofuturo® ha lanciato il sondaggio, “Chiediti se sono felice”, con l’obiettivo di comprendere le emozioni e il benessere dei giovani tra i 15 e i 19 anni. I risultati sono stati oggetto di uno speciale sull'inserto La Lettura del Corriere della Sera e sono stati discussi durante un evento dibattito al Festivaldeigiovani® durante il quale i giovani si sono potuti confrontare sulle proprie esperienze e riflessioni sulla felicità e le sfide dell’adolescenza.
Il sondaggio ha coinvolto un campione di 5.000 ragazzi, con 3.551 risposte, rivelando alcuni dati significativi.
Il 49,2% degli adolescenti afferma di non essere mai stato interpellato dagli adulti sulla propria felicità, mentre il 31,3% riconosce negli amici il punto di riferimento per discutere dei propri stati d’animo. La musica emerge come il principale strumento per affrontare le emozioni, con il 47,9% che la definisce un rifugio, un mezzo per sentirsi compresi.
Le risposte hanno anche evidenziato un rapporto complesso con la solitudine: il 46,2% si sente solo quando non trova nessuno con cui parlare, ma sorprendentemente solo l’1,5% cita i social come causa di solitudine. In merito ai modelli di riferimento, i genitori restano i principali punti di riferimento per i giovani, ma più del 46% non è certo che i propri genitori siano felici, segnalando una difficoltà nel comprendere le emozioni degli adulti.
Alcuni segnali sono preoccupanti: il 7,5% degli intervistati afferma di non provare più felicità, annoiandosi di tutto. D’altro canto, molti giovani sperano che il futuro adulto sia segnato da una famiglia stabile e un lavoro soddisfacente, mettendo in secondo piano gli amici.
Ma alla fine quanto dichiarano di essere felici i nostri giovani?
Il nostro campione si definisce per il 34,5 % non felice , il 14,3% sufficientemente felice, il 51% felice o piuttosto felice. Il dato interessante è che la parte maschile si percepisce nettamente più felice della parte femminile. Di questo 51% , circa il 32% contro il 18% delle ragazze.