
Elezioni politiche 25 Settembre 2022
Abbiamo chiesto a un campione di 1000 ragazzi e ragazze tra i 18 e 21 se si recheranno alle urne per l’election day.
I dati raccolti hanno evidenziato che il 49,5% dei giovani andrà al voto, il 39,2% ha scelto invece di non farlo. Tra loro però ci sono anche coloro che non hanno ancora deciso se esprimere il proprio voto, per una percentuale pari al 11,3%.
L’adesione al voto da parte di 5 su 10 dimostra che le nuove generazioni sono parte attiva del processo democratico. Infatti, tra i giovani intervistati il 35,3% vuole avere un ruolo attivo nella scelta di chi governerà l’Italia nei prossimi anni. C’è chi crede sia un diritto (31,5%), mentre il 29% ritiene che il voto sia un dovere da cittadino. I giovani, che hanno espresso la loro volontà di recarsi alle urne, vogliono essere parte attiva dei processi decisionali, entrando a far parte del dibattito politico. Ciò è evidenziato dal fatto che il 2,6% dei giovani si sente rappresentato dai programmi politici esistenti. Però, ci sono giovani (1,7%) che hanno affermato di andare a votare perché la famiglia tutta la sua famiglia lo farà.
La relazione tra classe politica e GenZ, però, è più complicata del previsto. Infatti tra gli intervistati ci sono molti giovani che hanno deciso di non recarsi alle urne. Il 35,2% ha dichiarato di avere difficoltà a raggiungere il seggio di appartenenza. Il 26,2% dei giovani non ha fiducia nelle istituzioni e per questo motivo il 25 settembre preferirà fare altro invece che votare. La mancata partecipazione è sintomo di un malessere politico condiviso dal 15,2% dei giovani che non si sente rappresentato dalle proposte dei programmi elettorali. Esiste una sfiducia di fondo da entrambe le parti che genera anche effetti collaterali come l’incapacità dei giovani di non sentirsi abbastanza informati per fare una scelta consapevole (13,3%). A questa percentuale si aggiunge anche quella di coloro i quali non hanno capito come votare e questa condizioni li spinge verso la scelta di non recarsi al voto, si tratta del 9,5% dei giovani.
Incertezza, scarso interesse e una mancata informazione sono tra i motivi principali che determinano l’indecisione dei giovani. Il fatto che 1 su 10 non abbia ancora deciso se recarsi o meno alle urne rappresenta un segno di sfiducia nei confronti del sistema politico italiano. Sfiducia che viene giustificata dal disimpegno della classe politica nei confronti dei giovani. Il 54,8% degli indecisi non riesce a scegliere uno schieramento politico da votare, sintomo di un overload informativo perseverante e continuo. Ciò nonostante c’è anche chi si estranea dal flusso di informazioni sostenendo che l’incertezza derivi dal non sentirsi abbastanza informato (22,5%). La scarsa partecipazione al dibattito politico evidenzia anche che il 9,6% degli indecisi non creda che il suo voto possa fare la differenza e la stessa percentuale di giovani non ha ancora compreso il meccanismo di voto.