Il futuro che vorrei

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I GIOVANI CREDONO NEL FUTURO
“Il futuro che vorrei” è il nuovo sondaggio di Habacus

I risultati sono stati presentati a Festivaldeigiovani® a Gaeta in un incontro di confronto e discussione tra giovani con Paolo Cuniberti, Ceo di Habacus

Non lo dicono, ma quando vengono intervistati i giovani appaiono molto più positivi e determinati a costruirsi il futuro che desiderano di quanto di immaginiamo. Credono nell’importanza della formazione e ambiscono a svolgere un lavoro che li appassioni e che comunque valorizzi le loro attitudini. Il fattore economico non è cosi determinante nella scelta e in questo la maggior parte di loro è sostenuta dai genitori.

La maggior parte di loro però si immagina un futuro lontano da casa e all’estero.

Sono questi i dati che ermergono con chiarezza del sondaggio realizzato per  Habacus, da Noisiamofuturo

I giovani intervistati, della banca dati di Noisiamofuturo, sono stati selezionati coloro che hanno un’ età tra  i 16 ed i 19 anni, impegnati negli ultimi tre anni delle scuole superiori di secondo grado, da Nord a Sud del nostro Paese.

Su 2500 studenti e studentesse hanno  scelto di rispondere  oltre la metà, ben 1300 giovani. E’ un campione spontaneo, molto “importante” numericamente e rappresentativo della Generazione Z che frequente ancora la scuola    con un 57,51  % di femmine un 39,78% di maschi, un  2,71% che hanno preferito la non identificazione di genere.

Ecco cosa è emerso dal sondaggio nel dettaglio ( anche qui come isolati speciali)

La maggior parte dei giovani ha le idee chiare su cosa fare terminata la scuola. Infatti il 71,5% afferma di voler intraprendere un percorso universitario contro il 3,9% che, invece, si dedicherà a una formazione professionale.

A voler proseguire la carriera universitaria soprattutto le ragazze e chi non si è identificati come genere, mentre la formazione professionale è scelta  quasi esclusivamente dai maschi

Il 16,4% degli adolescenti non sa ancora cosa fare una volta terminata la scuola superiore, il 6,89% vuole andare a lavorare dopo il diploma, mentre l’1,2% intende prendersi un anno sabbatico.

Ma come si informano i giovani per fare una scelta  terminata la scuola secondaria di secondo grado?

Il confronto con genitori, parenti e amici di famiglia resta la modalità informativa più diffusa, essendolo per il 36,3% degli adolescenti, così come i momenti di orientamento e formazione offerti dalla scuola (28%) Significativa la percentuale (25%)  di giovani che si informano attraverso l’utilizzo di Internet e social media.  Mentre il 5,8% trova utile confrontarsi con gli amici

Solo il 4,6% del campione ha dichiarato invece farsi ispirare dai personaggi che piacciono e che diventano per loro modelli da imitare

Ma quali sono questi modelli? E’ interessante incrociare questo dato con la risposta che i giovani  hanno dato alla domanda su quali siano sui loro riferimenti per orientare la scelta del dopo diploma.

Al primo posto ci sono gli imprenditori  (38,3% ) e il mondo dell’impresa con impiegati e dirigenti (12,6%) Il 31,5%, ritiene fonti preziose di informazione ed orientamento i rappresentanti di istituzioni e/o enti pubblici .  Fiducia anche a volontari e attivisti (7,2%)  mentre influencer e testimonial social che sono i riferimenti  solo del 10% del campione che ha risposto al sondaggio.


Comunque la maggior parte degli adolescenti ( il 48,44%)  teme di non aver non  strumenti necessari per una scelta consapevole. Il 35,91 solo ogni tanto mentre “No, solo raramente” (11,6%) e “No, mai” (7,4%).

Sicuramente I sogni e le passioni sono alla base delle scelte della GenZ. Il 31,5% desidera realizzarsi professionalmente con  il lavoro dei propri sogni. Il 21,9%  ambisce a trasformare  le proprie  passioni in una professione. I giovani prestano attenzione anche alle loro capacità e con i loro ideali, infatti il 23,6% immagina nel proprio futuro professione un lavoro in linea con le loro attitudini. Solo la restante parte del campione, invece, immagina di trovare un lavoro che sia ben remunerato (11,3%) o di assicurarsi un’occupazione stabile (11,5%).

E i genitori? Quali sono i consigli che danno ai loro figli per la scelta del loro futuro professionale? La famiglia pone al primo posto la felicità e la soddisfazione personale

Il 70,3% del campione infatti dichiara che la famiglia suggerisce di scegliere quello che più piace loro Solo il 20,2% confessa che i genitori consigliano studi  che garantiscano  un lavoro sicuro e l’8,2% un percorso che un domani permetta di guadagnare molto.   

Ma in concreto che cosa influenza la scelta del percorso di studi? Per il 46,75%  la disponibilità, di questa percentuale il 36,7% desidera informarsi sui possibili finanziamenti allo studio. La percentuale di giovani che dichiara non rilevante ad influenzare la propria  è del 26%, di cui il 13,2% sostiene che “tutte le opzioni sono valide indipendentemente dalla spesa”, ed il  12,7% che c’è la disponibilità a sostenere la spesa per qualsiasi scelta. Gran parte del campione (27,4%), ha dichiarato di non pensare al fattore economico.

Ma quali sono i luoghi in cui i giovani immaginano di costruire il proprio percorso professionale? Il sentimento comune è il desiderio di viaggiare lasciando i propri luoghi di nascita. Infatti, solo l’8,98% ha dichiarato di voler vivere nella propria città d’origine. La maggior parte invece ha intenzione di trasferirsi e/o risiedere in una grande città in Italia (38,7%) o di vivere all’estero (33,36%) Di questi  ultimi il 13,31 in Europa mentre oltre il 20% si immagina in Paesi extracomunitari.

Quindi in conclusione i giovani hanno fiducia nel futuro? Si : molta il 13,78 %, abbastanza il  (51%) . Appare un po’ sfiduciato il 26,78/ senza fiducia nel futuro, il 4,25% mentre il 3,3% preferisce non pensarci.

Ma cosa toglie fiducia nel futuro ai giovani? Al primo posso le difficoltà economiche e la   disoccupazione. ( 37,1% ) Segue la percezione dell’instabilità politica e sociale (24,7%) e la insoddisfazione per un lavoro non gratificante (19,74). Solo dopo questi fattori troviamo la preoccupazione per le grandi emergenze climatiche e sanitarie (10,6%) a conferma che la preoccupazione per l’ambiente e la salute vengono accomunati  per la tutela della salute collettiva.

È  se dovessero fare il primo importante passo per costruire il proprio futuro? I giovani sono consapevoli che la formazione sia un investimento ad alta resa. Quasi il 51% dei ragazzi e delle ragazze è d’accordo nel dire che lavorare su sé stessi e sulla crescita professionale e personale  sia l’unica strada  per dare forma al futuro dei propri sogni. Solo il 11% non lo sa e il 3% ritiene che non serva a poco o nulla.